Panini d’Italia: la storia del tramezzino

La storia del tramezzino

Torino, 1925. Nel Caffè Mulassano di Piazza Castello c’è una gustosissima novità. Sembra il classico sandwich all’inglese da sbocconcellare con un tè, invece è un panino tutto nuovo che parla italiano. È il tramezzino!


Il suo simpatico nome ha una paternità davvero unica. La parola “tramezzino”, infatti, fu coniata dal Vate Gabriele D’Annunzio dal termine “intramezzo” proprio per sottolineare la sua funzione di appetitoso spuntino spezza-fame da concedersi tra un pasto e l’altro.

 
È in Veneto, però, che il tramezzino è diventata un’istituzione soprattutto per l’ora dell’aperitivo. Nei caffè storici e nei locali tipici di Venezia, Treviso, Padova & co., decine diverse di tramezzini fanno bella mostra di sé, strabordanti per la loro ricca farcitura che le due fette di pane bianco morbido quasi non riescono a trattenere.

 
Prosciutto e funghi, tonno e uova, porchetta e radicchio, pomodoro e mozzarella, polpa di granchio e lattuga… le combinazioni di ingredienti per imbottire il tramezzino sono centinaia!

 
Il tramezzino poi, oggi, assume forme diverse: dalla classica triangolare alla più pratica quadrata, per la sua morbidezza, il pane può essere anche arrotolato così da creare dei perfetti rotolini farciti. Il pane bianco da tramezzino, poi, può essere usato anche come semplice base per preparare delle sfiziose tartine.

 
Scommettiamo che la tua creatività è già in fermento perché vuole preparare dei tramezzini tutti nuovi ☺

 
Per approfondire: scopri la differenza tra pane da tramezzino e pancarrè.