Il “pane sospeso”, la bontà di un piccolo gesto

Pane sospeso

A Napoli è sempre stata diffusa l’usanza del “caffè sospeso” una pratica che prevede di andare in un bar e pagare un caffè in più da lasciare in regalo alla prossima persona che vorrà consumarne uno. Lo scopo? Un semplice gesto di gentilezza che può cambiare la giornata a uno sconosciuto.

 
Questa usanza ha dato il via a molti progetti simili, che si sono sviluppati in maniere diverse al di fuori del territorio campano. Per esempio, è nata l’iniziativa “libri al buio” dove in molte librerie si possono comprare dei libri “a occhi chiusi”: una persona, infatti, può lasciare un “libro sospeso”, che viene confezionato per nascondere la copertina, a cui associare solo una piccola frase come indizio. Chi ha voglia di provare questa esperienza o non ha in testa un titolo in particolare, può decidere di fidarsi del gusto di uno sconosciuto e acquistare il libro, così potrà scoprire e apprezzare degli autori che prima non conosceva.
 
Queste proposte di generosità diffuse stanno riscuotendo particolare successo e in molte città si ha applicato lo stesso concetto anche al pane: in alcuni panifici, si può decidere di lasciare del “pane sospeso” a chi non si conosce. L’iniziativa è nata in molte realtà, tra cui l’Ateneo di Padova in cui gli studenti universitari hanno dato una piega benefica a questa usanza. Nei panifici che aderiscono a questa pratica è possibile acquistare del pane per sé, da portarsi a casa, più del pane da lasciare nel negozio dove sarà esposto in vetrina, così chi ha necessità può entrare e richiederlo. Lo scopo di questo gesto è quello di poter donare del cibo a chi non ha le condizioni economiche per averlo, così da poter aiutare concretamente qualcuno che non conosciamo ma che è vicino a noi.